Mi chiamo Luciano fino a poco tempo fa avevo un lavoro, una casa, una vita normale. Poi l’azienda per cui lavoravo ha chiuso, da un giorno all’altro mi sono ritrovato senza lavoro, ho provato a cercarne un altro, ma nessuno rispondeva ai miei cv. Ho provato a tirare avanti con i risparmi che avevo, ma le spese si sono accumulate e i soldi sono finiti così in pochi mesi ho perso tutto, anche la casa. Mi sono ritrovato a fare qualcosa che non avrei mai immaginato di fare: dormire in macchina, lì mi sono reso conto che la notte è la parte più difficile, non solo per il freddo, ma per la situazione generale, per la sensazione di sparire e non esistere più per nessuno, se non come peso da gestire. Una sera mi hanno parlato del dormitorio della Caritas, ma non volevo andarci, sentivo come una sconfitta chiedere aiuto…alla fine mi sono convinto. Quando sono arrivato pensavo che mi avrebbero dato solo un letto, invece ho trovato persone che mi hanno guardato negli occhi, chiamato per nome. Ho trovato un posto sicuro e qualcuno disposto ad ascoltarmi senza giudicare, così pian piano ho ricominciato, con l’aiuto degli operatori ho rimesso in ordine i documenti, ho ripreso a cercare lavoro e ho ritrovato fiducia in me stesso.
Oggi ho una stanza in affitto e un lavoro. Non è stato facile, ma so che senza quel primo passo, senza quel letto, probabilmente non ci sarei riuscito. Se posso guardare avanti oggi è perché qualcuno ha scelto di esserci.